
Un luogo in cui le storie diventano incontro
Un club letterario nato a Verona per chi crede che leggere non significhi soltanto sfogliare le pagine di un libro, ma anche ascoltare ciò che quelle pagine fanno nascere dentro di noi.
Leggere insieme. Scrivere con verità.
Il Carver Club è un percorso di lettura e scrittura in presenza, pensato per persone che desiderano vivere la letteratura in modo profondo, condiviso e autentico.
Nasce dal desiderio di creare uno spazio diverso: non una lezione accademica, non un semplice gruppo di lettura, non un corso in cui sentirsi giudicati per ciò che si scrive. Un luogo raccolto, invece, in cui un libro può aprire una conversazione, una domanda può diventare materia narrativa e ogni partecipante può trovare il proprio modo di stare nelle storie.
Nel corso dell’anno, il club propone cicli tematici dedicati a esperienze universali dell’esistenza: il tempo, la perdita, la bellezza, il desiderio, il cambiamento. Ogni percorso parte da un’autrice o da un autore di riferimento e accompagna i partecipanti attraverso lettura condivisa, confronto, biblioterapia e scrittura.
Come nasce il Carver Club
Per diverso tempo, l’idea di creare a Verona un club letterario è rimasta un desiderio ancora senza una forma precisa. C’era la volontà di riunire persone intorno ai libri e alla scrittura, ma mancava qualcosa: uno sguardo capace di dare al progetto la sua identità.
Poi è arrivato l’incontro con Raymond Carver.
Grazie ai suoi racconti e ai suoi saggi, Giulia Giarola ha riconosciuto non soltanto un autore da amare, ma un modo diverso di intendere la letteratura: essenziale e profondo, attento alle vite comuni, alle fragilità, alle parole che non hanno bisogno di alzare la voce per arrivare lontano.
A colpirla è stato anche il Carver insegnante e mentore: una figura capace di accompagnare gli altri con gentilezza, ascolto e fiducia; qualcuno che non vedeva la scrittura come un territorio riservato a pochi, ma come un’esperienza da condividere con onestà e rispetto.
Da questo incontro nasce, nel 2024, il Carver Club: un luogo dedicato all’eredità letteraria e umana di Raymond Carver, creato per leggere insieme, esplorare le profondità dell’esperienza attraverso le storie e accompagnare chi desidera provare a scrivere.
Negli anni, il progetto si è evoluto. Alla centralità del racconto breve si sono affiancati nuovi libri, nuovi autori e nuovi temi da scoprire. Ma l’intenzione originaria è rimasta la stessa: costruire uno spazio in cui la letteratura possa essere vissuta con sensibilità, pazienza, libertà e cura.

Perché Carver
Il nome del club non è soltanto un omaggio a un grande scrittore americano. È una dichiarazione d’intenti.
Raymond Carver ha raccontato la bellezza e la ferita delle vite ordinarie: uomini e donne imperfetti, case, cucine, silenzi, gesti minimi in cui improvvisamente si rivela qualcosa di decisivo. La sua scrittura ci ricorda che non esistono esistenze troppo piccole per diventare letteratura e che, spesso, sono proprio le cose apparentemente semplici a custodire ciò che abbiamo di più vero.
Ma il Carver Club si riconosce anche nel suo modo di stare accanto agli altri scrittori. Carver non era un maestro interessato a impartire verità o a scoraggiare chi tentava di scrivere. Era un lettore generoso, un insegnante capace di ascoltare, un autore convinto che la letteratura e la critica potessero nascere dall’empatia: dal tentativo di avvicinarsi all’esperienza dell’altro con attenzione e umiltà.
È questa la sua eredità che desideriamo custodire.
Oggi il Carver Club legge opere di autrici e autori diversi e analizza temi differenti. Eppure Carver continua a essere presente nel modo in cui ci incontriamo: nello sguardo non giudicante, nella cura con cui leggiamo, nella libertà concessa a ogni voce, nella fiducia che una storia possa nascere anche da ciò che sembrava minuscolo, fragile o difficile da dire.

La letteratura come spazio vivo
Crediamo che un libro possa essere molto più di un oggetto da comprendere o commentare.
Può diventare un luogo in cui riconoscere una domanda che non sapevamo di avere. Può illuminare un ricordo, dare parole a un passaggio della vita, aprire uno sguardo diverso su noi stessi e sugli altri.
Per questo, nel Carver Club, la lettura non si esaurisce nell’analisi del testo. Leggiamo con attenzione, ma anche con disponibilità all’ascolto. Ci confrontiamo senza cercare interpretazioni definitive. Lasciamo che la letteratura faccia ciò che sa fare meglio: metterci in relazione con esperienze che, pur appartenendo ad altri, riescono a parlarci da vicino.
La biblioterapia entra nel percorso in questo senso: come pratica culturale e condivisa di ascolto attraverso i libri, non come percorso terapeutico clinico.
E dalla lettura, quando nasce il desiderio di farlo, passiamo alla scrittura: non per dimostrare qualcosa, ma per provare a dare forma a ciò che abbiamo visto, sentito o compreso.
Il nostro manifesto
Leggiamo perché nei libri continuiamo a trovare qualcosa che ci riguarda. Attraverso gli autori e le autrici che accompagnano i diversi percorsi del club, celebriamo la letteratura come luogo di bellezza, conoscenza e trasformazione.
In questo spazio, dove le parole si intrecciano e i pensieri possono trovare libertà, ci sono alcuni valori che guidano ogni incontro del Carver Club.
Passione condivisa
Crediamo nella lettura e nella scrittura come strumenti di scoperta, crescita e relazione. Sono le storie ad averci portati qui: quelle che amiamo leggere, quelle che vorremmo scrivere, quelle che ci permettono di riconoscerci negli altri.
Sfida creativa
Nessuno è obbligato a scrivere o a condividere ciò che non desidera. Allo stesso tempo, crediamo nella bellezza di provare: spingersi appena oltre le proprie abitudini, affrontare una paura, lasciare che una pagina inizi a prendere forma.
Rispetto e ascolto
Ogni voce merita attenzione. Ogni opinione può arricchire il confronto, quando nasce dall’ascolto e dal rispetto. Il Carver Club vuole essere uno spazio in cui ogni partecipante possa sentirsi accolto, considerato e libero di esprimersi.
Comunità e supporto
Il Carver Club non è soltanto un gruppo di persone riunite intorno a un libro. È una comunità letteraria in cui sentirsi accompagnati, ricevere incoraggiamento e offrire agli altri la stessa cura.
Libertà di espressione
Davanti a un libro non esiste una sola risposta giusta. Davanti alla scrittura non esiste un unico modo corretto di sentire o raccontare. Accogliamo sensibilità, interpretazioni e stili differenti, perché è anche nella diversità che un incontro diventa vivo.
Partecipazione
Ogni incontro prende vita grazie al contributo di chi c’è. Rispettiamo il ritmo e la sensibilità di ciascuno, ma crediamo anche nel valore della presenza attiva: una domanda, una lettura, una riflessione condivisa possono rendere più ricca l’esperienza di tutti.
La fondatrice del Carver Club

Il Carver Club nasce da un incontro personale con la letteratura e da un desiderio preciso: creare a Verona uno spazio in cui i libri non siano soltanto opere da commentare, ma luoghi da vivere insieme.
A fondarlo è Giulia Giarola, editor di narrativa e writing coach, che cura l’identità del progetto, accompagna la parte di scrittura e custodisce l’atmosfera del club: un equilibrio tra profondità letteraria, ascolto, libertà e accoglienza.
Nel Carver Club, la lettura condivisa, il confronto e la scrittura diventano parti di uno stesso percorso: un modo per entrare nei libri con più attenzione e lasciare che dalle storie degli altri possa nascere, poco alla volta, anche una voce propria.
Il suo lavoro è legato alla cura delle parole e delle storie: accompagna autori e autrici nel dare forma ai loro testi, lavorando sulla struttura, sul linguaggio, sulla coerenza narrativa.
La sua relazione con la scrittura nasce dalla poesia, che per lei è sempre stata il modo più diretto per dare corpo alle emozioni e per interrogare ciò che non è immediatamente comprensibile.
Oggi continua a scrivere racconti e a collaborare con case editrici e riviste letterarie, mantenendo però uno sguardo attento a ciò che accade “dietro le quinte” della narrazione: quelle strutture invisibili che trasformano il lavoro di uno scrittore in esperienza per chi legge.
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